Gastronomia e Diplomazia

Ieri Bologna ha ospitato un convegno organizzato da Nomisma, focalizzato sul legame tra cibo e politica estera e quindi connesso alla Settimana della Cucina Italiana nel Mondo di fine novembre, menzionata nel post precedente.

Convegno Soft Power

I mediatori diplomatici possono usare la cultura gastronomica come prezioso strumento, sia per risolvere o sdrammatizzare divergenze che per promuovere l’export di beni e servizi: in questo senso si è parlato di gastro-diplomazia. Diversi interventi indicati nel programma hanno illustrato esperienze nazionali e straniere; notare che dal link precedente si può accedere a gran parte del materiale usato per le presentazioni, da cui ho tratto gli schemi seguenti sull’appeal power dei prodotti di qualità dell’agroalimentare italiano.

Dimensioni del Potere
Dalla presentazione di Mauro Rosati – Fondazione QUALIVITA

Qui voglio evidenziare il messaggio che la cultura del cibo può consentire un salto determinante per l’evoluzione (positiva) di ogni società umana: dall’idea di cibo come mezzo più o meno elaborato per nutrire, consolare o blandire, a un SISTEMA del cibo: una rete tra imprese, comunità locali e istituzioni per creare VALORE COMUNE da saperi diversi.

In questo senso in Italia esistono diversi esempi incoraggianti: dal modello delle Indicazioni Geografiche, basato su reti autoregolate di consorzi e operatori di filiera, al recentissimo modello di sistema integrato che si sta realizzando con FICo Eataly World.

Gastronomy and Diplomacy

In December 2016, Italian consulting firm Nomisma held a summit in the city of Bologna to discuss the link between food and foreign affairs. The event had a connection with the “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo” (The Italian Cuisine in the World Week) held in November.

With a true culinary diplomacy or gastrodiplomacy, diplomats can leverage food culture to ease tensions with foreign counterparts and to promote the export of goods and services. Many speakers at the summit (here is the agenda) illustrated national and international case studies; the above graphics indicating the appeal power of quality goods from the agrifood industry of Italy are taken from the resources related to the summit you can access from the agenda.

The message that is worth passing on here is that food culture can allow a profound progress in the evolution of societies from the concept of food as mere sustenance or a more elaborate way to console or coax to an ecosystem that revolves around food and is made of businesses, communities and institutions that create shared value from different backgrounds.

Italy can offer several encouraging examples, from the Geographical Indication model that is based on self-regulated consortia and supply-chain operators to the very recent integrated system paradigm that is taking shape at FICo Eataly World.

The English version is by Patrizia Licata.

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