Dal campo a dove ti trovi, cucinato da chi vuoi

L’ innovazione digitale in agricoltura coinvolge tutta la catena di produzione, in particolare a livello di logistica.

Nel corso dell’ultimo quinquennio numerose imprese di food-delivery, supportate da piattaforme digitali, continuano ad originarsi e talvolta ad affermarsi; propongono diverse combinazioni di tipo di prodotto, scala di produzione e sistema di distribuzione.

Tutte condividono l’obiettivo di aggregare domanda e offerta usando sistemi di m-commerce per rendere più diretta la comunicazione. A seconda delle controparti, si possono individuare tre gruppi fondamentali; eccoli, ognuno con qualche esempio significativo.

Produttore-acquirente all’ingrosso

Nel 2012 ha esordito FarmersWeb nell’area metropolitana di New York, praticamente il pioniere del gruppo. Gli acquirenti tipici sono ristoranti, hotels, scuole. Gli acquirenti usano il servizio gratis; i produttori si iscrivono gratis e possono scegliere se consegnare direttamente all’acquirente o noleggiare un servizio di logistica con il supporto di FarmersWeb, inserendosi in un food hub: un’interpretazione dell’ Internet-of-Food (IoF) all’insegna della distribuzione ottimale di risorse locali.

Nel 2015 in Italia è nata DIRETTOO, tra gli espositori a Seeds&Chips 2016.

Food hubs

 

Produttore-consumatore.

In questo caso le piattaforme online permettono di vendere prodotti agricoli direttamente al consumatore finale. In USA si è affermata ed espansa Good Eggs: fondata a San Francisco nel luglio 2011, è cresciuta tanto in fretta che nel corso del 2015 ha dovuto ridimensionarsi ritirandosi da alcune aree, ammettendo di aver sottovalutato diverse sfide: vendita al dettaglio di prodotti facilmente deperibili, con consegna su ordinazione, in aree metropolitane estese e congestionate come Los Angeles; fluttuazione dei prezzi, normative rigide.

Ma aggiustando il business-model lo spazio sul mercato si può trovare, come dimostra l’avvento di GrubMarket.

Da notare che imprese come le precedenti riescono a convivere con la discesa in campo dei giganti  AmazonFreshGoogle Express, e Uber Eats: che fanno concorrenza, al momento, soprattutto alla grande distribuzione.

In Italia si è affermata Cortilia, nata nel 2011 per servire la Lombardia; dall’estate del 2015 Foodscovery ha esordito per operare in tutta Italia; grazie ad un robusto sistema di logistica, l’impresa prevede di espandersi ulteriormente, almeno in Europa.Food delivery

Come si deduce dal nome, Biobox si focalizza sul biologico e consegna addirittura dal 2009.

Esistono anche piattaforme su cui acquistare online ingredienti già selezionati e pesati per ricette specifiche: HelloFresh è nata in Germania e si sta aprendo al mercato americano; Quomi è la versione italiana.

Ristoratori-consumatore.

Qui si tratta dell’evoluzione del take-away. Questo appare come il gruppo più affollato: addirittura, a Londra, Deliveroo e Uber si contendono i riders, che svilupperanno lo skill di trasformista per cambiare divisa tra una corsa e l’altra.Mobile-marketing-and-restaurants

In Italia, ci sono i “moovers” di Moovenda per consegnare cibo di alta qualità ai romani; questa ed altre realtà nazionali si sviluppano e coesistono con giganti stranieri, come emerge da  un’ampia panoramica al primo quarto di quest’anno.

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